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Il caratteristico profilo di un isolotto
che rompe la monotona piattezza dell'orizzonte lungo la costa
nord-occidentale della Sicilia è il segno distintivo
del piccolo Comune di Isola delle Femmine. Ormai quasi un sobborgo
di Palermo, cui è unita da un'autostrada e da una sequenza
di palazzine e villette senza soluzione di continuità,
il borgo marinaro conserva tuttavia le sue intrinseche caratteristiche
e la sua personalità, mantenendo i legami con il passato
pur proiettandosi nel futuro. Un passato, quello di Isola, che
ha un sapore leggendario e che è legato proprio a quell'isolotto
aspro e solitario tuffato nell'ininterrotto blu di mare e cielo.
Non potendo il paese vantare un patrimonio
monumentale di rilievo, la visita potrà limitarsi alla
"torre di terra", detta altrimenti "del Senato
di Palermo", che si trova a sinistra del paese. Edificata
per difendere la tonnara forse già nel XII secolo, è
a pianta circolare, a due elevazioni sovrastate da una terrazza.
Disponendo di un'imbarcazione, è interessante anche fare
una capatina all'Isola delle Femmine, frequentata già
in età punico romana, come testimonia la delle vasche
per la preparazione del garum, un'elaborata salsa a base di
pesce particolarmente apprezzata nell'antichità. L'isoletta
è dominata da un'altra torre di avvistamento, costruita
sul finire del Cinquecento. A differenza della precedente è
a pianta quadrangolare e divisa in tre ambienti.
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